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Mescole in Gomma e Silicone per Contatto Alimentare: Guida alla Scelta Sicura
Nel settore della produzione alimentare, la sicurezza non dipende solo dagli ingredienti, ma anche dai materiali che entrano in contatto con il prodotto durante la lavorazione. Guarnizioni, tubi e componenti elastometrici devono rispondere a requisiti severi per evitare la migrazione di sostanze nocive nei cibi.
In questo articolo esploreremo le caratteristiche delle principali mescole (gomma e silicone) e le normative che ne garantiscono l'idoneità.
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Un materiale viene definito "Food Grade", ovvero, idoneo al contatto alimentare, quando è formulato per essere chimicamente inerte. Ciò significa che, a contatto con alimenti grassi, acidi o acquosi, non rilascia componenti che potrebbero alterare il sapore dell'alimento o, peggio, costituire un rischio per la salute del consumatore.
A livello mondiale, ci sono varie regolamentazioni per i materiali a contatto con gli alimenti, le più usate e note sono: FDA (Food and Drug Administration), che è lo standard statunitense (CFR 21.177.2600) ed è il regolamento più riconosciuto a livello globale.
Il regolamento CE 1935/2004, che è la norma europea che stabilisce i requisiti generali per tutti i materiali a contatto con gli alimenti (MOCA).
La normativa BfR (Bundesinstitut für Risikobewertung), che raccoglie le raccomandazioni tedesche, spesso considerate le più rigorose in Europa.
Il silicone è spesso la prima scelta nell'industria alimentare e farmaceutica per la sua eccezionale pulizia chimica. Il silicone platinico, per esempio, è un silicone che viene catalizzato con il platino, ed è la variante più pura in quanto, non produce sottoprodotti di reazione, è inodore e insapore.
Il silicone presenta una buona resistenza termica, sia alle basse temperature (-60°C) che alle alte (+200°C), rendendolo ideale per forni industriali e surgelazione.
Ulteriori vantaggi del silicone sono rappresentati dalla sua naturale antiaderenza e da un’ottima resistenza ai raggi UV e all'ossigeno.
Sebbene il silicone sia molto diffuso, esistono gomme sintetiche che offrono prestazioni meccaniche superiori in contesti specifici. Una mescola EPDM alimentare, che viene usata nei sistemi di lavaggio CIP (Clean-In-Place), offre resistenza al calore, al vapore e ai detergenti acidi/alcalini.
Una mescola NBR (nitrile), viene utilizzata nelle aziende casearie e negli oleifici, in quanto presenta un’ottima resistenza ai grassi animali, agli oli vegetali e agli idrocarburi.
Infine, una mescola FKM (commercialmente nota come Viton™), viene utilizzata negli ambienti aggressivi e nei processi ad alta pressione, in quanto presenta una resistenza chimica estrema e a temperature estreme.
Non esiste una mescola "perfetta" in assoluto, ma quella più adatta alla vostra applicazione. Per decidere, bisogna considerare: il tipo di alimento, quindi se è un prodotto oleoso, acquoso o secco. Le temperatura di esercizio, ovvero se il materiale sarà utilizzato in un tunnel di surgelazione o in una friggitrice industriale. I cicli di pulizia a cui il prodotto andrà sottoposto e se, quindi, deve resistere ai prodotti chimici usati per la sanificazione dell'impianto.
Infine, le certificazioni richieste in base al paese in cui il prodotto viene esportato: se è utilizzato per il mercato americano servirà un materiale qualificato FDA, per esempio.
Per concludere, l'impiego di mescole certificate non è solo un obbligo di legge, ma una garanzia di qualità per il consumatore finale. Scegliere un fornitore che fornisca la Dichiarazione di Conformità è il primo passo per una produzione sicura e senza rischi di contaminazione.